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La Terapia di CoppiaDaniela Giommi
in Terapia Familiare N.45 Marzo 1994Che il fenomeno della coppia in crisi fosse ormai una realtà diffusa e quotidiana in Italia il Prof. Andolfi lo aveva intuito molti anni fa . Precisamente nel 1987 quando organizzò a Roma il congresso "La Coppia in Crisi", che rimarrà nella mia memoria come uno dei congressi più interessanti degli ultimi anni. Dagli anni 80 ad oggi molte cose sono state scritte e pensate per la salvezza o la morte della coppia, che , non dimentichiamo, solo da quaranta anni é stata presa in esame come unità di trattamento. Negli articoli qui recensiti si trovano i presupposti teorico pratici dei tre indirizzi della terapia di coppia : quello psicoanalitico nei due articoli di Zavattini e Norsa , in quello di Main e in quello di Giannakoulas, quello relazionale negli articoli di Cigoli, Cancrini ed altri, quello cognitivo - costruttivista negli articoli di Guidano e Willi. Ho scelto inoltre due interessanti articoli su ricerche recenti (empiriche) sulla coppia maritale. Queste tre modalità terapeutiche , al di là delle differenze nei tempi e nelle sedute con la coppia, nel numero dei terapisti e , ovviamente nella base teorica che li sottende, hanno obiettivi comuni, che possono esssere riassunti in sei punti: 1° Chiarire i bisogni ed i desideri della coppia; 2° fare in modo che ognuno si riprenda le parti di Se' proiettate sull'altro ; 3° acquisire la consapevolezza che ogni partner é responsabile del disfunzionamento della coppia; 4° cercare di modificare i modelli di comunicazione ; 5° accrescere la capacità di aiutarsi; 6° diminuire l'atteggiamento di critica verso l'altro. Per concludere, come diceva la Satir, la strada migliore da seguire per la coppia ha come nucleo centrale ed essenziale la volontà di crescere con l'altro e non contro di lui/lei.
PROSPETTIVE PSICOANALITICHE NEL LAVORO ISTITUZIONALE Pensiero Scientifico editore, via Bradano 3/C, 00199 Roma.
Diana Norsa, Giulio Cesare Zavattini : "La riparazione e l'uso proiettivo dell'altro nella coppia genitoriale" Vol. 9, n. 1, Gennaio-Aprile 1992 pp. 25-38.
L'articolo parte dalla presentazione di un caso clinico in cui una coppia va in terapia motivata da uno stato di malessere e di insoddisfazione nel rapporto. Questa coppia aveva perso il primo figlio a causa di un aborto terapeutico. Da qui emergono una serie di considerazioni, in base alle quali un figlio, o la perdita di un figlio, o il desiderio di avere un figlio possono rappresentare per la coppia, un "oggetto condiviso" sul quale si incentrano le proiezioni dei partners, ed a cui vengono affidate dimensioni scisse, idealizzate o rifiutate, che non hanno trovato sbocco costruttivo all'interno della coppia. Quest'articolo analizza il concetto di riparazione partendo da situazioni cliniche in cui c'è stata la perdita di un oggetto reale: se all'interno di una coppia sono presenti elementi "indigeriti", prendersi cura dell'altro, nel suo significato più generale, cioè anche nelle parti nelle quali è richiesto un accudimento, diventa una funzione complessa. Questo articolo, molto bello, fatto più di pathos che di razionalità, (si apre con Il Terzo libro dei Re, il Giudizio di Salomone) è difficile da restituire in una sintesi. Consiglio vivamente di leggerlo. Il suo principio basilare di difficile applicazione è che la strada per mantenere salda e contemporaneamente in crescita una coppia è quella di capire dove sia l'altro, riconoscerlo come autonomo, diverso da sé e riuscire, comunque, ad amarlo.
Diana Norsa, Giulio Cesare Zavattini: "Setting e funzioni del NOI nella psicoterapia psicoanalitica di coppia" Vol. 10, n. 1, Gennaio-Aprile 1992 pp.37-52.
Questo articolo affronta il tema del setting nella terapia psicoanalitica di coppia. In questo tipo di approccio di assume come oggetto di indagine il NOI, come un'area della mente e contemporaneamente della relazione di coppia, dove quest'ultima, costituisce uno dei modi, non l'unico, attraverso cui l'individuo può essere garantito di un contesto affettivo di sostegno, che ha sperimentato da piccolo ed ha bisogno di risperimentare nel corso della vita, perchè il senso di fiducia interno possa venire alimentato. Partendo da Dicks ,quindi dal concetto di collusione di coppia da lui introdotto, si cerca di analizzare le dimensioni non solo patologiche che nascono nei normali processi di identificazione che hanno luogo alla nascita di una coppia. L'articolo si chiude con un caso clinico nel quale la relazione terapeutica, tramite setting e transfert, si costituisce come un campo relazionale condiviso, con precisi confini di spazio e di tempo che delimitano, circoscrivono la relazione, ma anche ne garantiscono la continuità.
Indirizzo: Giulio Cesare Zavattini, IPPF , Via Nemorense , 83 - OO199 Roma.
Interazioni Clinica e ricerca psicoanalitica su individuo-coppia-famiglia c/o Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica della Famiglia Via Nemorense, 83 - OO199 Roma Franco Angeli Editore, Milano
Tom Main: Una teoria sul matrimonio e le sue applicazioni pratiche. 1/1993 pp.81-107.
Nell'articolo l'autore riporta un caso clinico risolto con successo presso l' Istituto di Medicina Psicosessuale che è in reparto di medicina operante all'interno di un ospedale e collegato al Tavistock Institute of Human Relations. Il trattamento della coppia, ( il marito presenta un problema di erezione) , viene condotto seguendo le relazioni oggettuali all'interno del matrimonio ed analizzando le massicce proiezioni delle parti di sé più odiate che i partners facevano l'uno sull'altro. Dov'è allora la terapia sessuale ? I terapisti usano la teoria o tecnica post-edipica classica per aiutare l' Io mentale e liberare le relazioni coniugali dai sistemi collusivi di reciproca proiezione, ma il passo successivo verso la guarigione va fatto dal partner che deve colmare la scissione fra Io mentale ed Io corporeo e questo accadrà non aiutando ad oggettivare e capire, ma accettando e gratificando i bisogni fisici primitivi con le carezze, le effusioni e l'eccitazione, in un clima di fiducia intorno al comportamento del corpo.
Dario Bosi, Carlo Santa Maria : Dizionario di Psicoanalisi Familiare. Collusione di Coppia. 1/1993 pp.145/147
Ottima spiegazione di un termine usato molto nella terapia e nello studio della coppia. Parte dal Devoto-Oli per arrivare a Dicks ed alla sua elaborazione teorica di questo concetto.
PSICOBIETTIVO Cedis , Via Denza 52, 00197 Roma.
LA TERAPIA DI COPPIA,
Phlippe Caillé: "La Coppia, questa sconosciuta e la sua domanda "; Vol.13, N.1,Gennaio-Aprile 1993 ,pp. 6/11
Molto bello questo numero di Psicobiettivo sulla terapia di coppia. L'articolo di Caillé propone l'interessante concetto che quando un terapista vede una coppia, vede un uomo, una donna ed un terzo fattore, dinamico ma segreto, che si può chiamare"il terzo della relazione". Caillé sottolinea la sua presenza in seduta identificando questo terzo, addirittura con un oggetto, per es. una sedia, la sedia dell'assoluto di coppia. Compiuta questa localizzazione spaziale, diventerà progressivamente naturale domandare ad ogni coniuge di rispondere per due volte ad ogni domanda, una volta a proprio nome, un'altra volta come interprete di quell'entità che è la relazione. Il terapeuta può fungere da riparatore, da interprete o da negoziatore. Con l'introduzione dell'assoluto di coppia il terapeuta diventa qualcosa di diverso da quello detto sopra, diventa un interlocutore, uno specchio per la coppia, nel corso di un processo che porterà i coniugi ad esplorare il loro modello.
Andreas Giannakoulas : " Dall' innamoramento alla genitorialità", Vol.13, N.1, Gennaio-Aprile 1993, pp.19-28.
L'autore riflette sulla nascita e sull'evoluzione della psicoterapia analitica della coppia e quindi sui diversi passaggi che caratterizzano le relazione di copia a partire dal modello teorico offerto dalla psicoanalisi. Il legame con il passato, l'infanzia come insieme simbolico, la nostalgia per il vecchio ed il conseguente rifugiarsi nella famiglia d'origine, sono tutti passaggi che nascono in un momento di crisi nella coppia e creano patologia se restituiti senza una sufficente elaborazione. Bellissimo articolo, volto al recupero costruttivo, in terapia, della propria esperienza esistenziale: utile a chi vuole capire i concetti chiave della psicoterapia analitica della coppia.
Vittorio Cigoli: "L' alleanza ed il suo svincolo: coniugalità e psicoterapia" , Vol.13, N.1, Gennaio-Aprile 1993,pp.45-56.
Due individui si incontrano e si "incastrano" tra bisogni, attese, desideri e creano un legame fra loro, che, sia che avvenga per complementarietà o per similarità, ha un suo senso. Ma una coppia rimanda sempre alle singole vicende familiari ed, in specifico, allo scambio tra generazioni. E' necessario che il terapeuta di coppia, dopo un tempo destinato ad esporre episodi da parte dei partners tali da porre in evidenza i luoghi ed i modi dell'incomprensione e della sofferenza, muti la scena e rimandi ciascuno alla propria vicenda familiare. Scritto nello stile inconfondibile di Cigoli, questo articolo sembra l'unico dotato di un certo realismo, ma non per questo privo di speranza. Cioè, è possibile lavorare terapeuticamente con le coppie solo se esse constatano difficoltà comuni ed intendono dare qualcosa per migliorare il loro rapporto; ma l'alleanza che il terapeuta stringerà con la coppia sarà strettamente connessa alla fiducia ed alla speranza nella relazione, sia che esso si esprima nel rapporto in corso, segnato dalla crisi, sia che esso dolorosamente lasci tale rapporto, conservandone però qualcosa di buono.
Indirizzo: Prof. Vittorio cigoli , Via Po 18 , Cremona.
Vittorio Guidano, Maurizio Dodet :"Terapia cognitiva-sistemico processuale della coppia" , Vol.13, N.1, Gennaio-Aprile 1993,pp.29-44
In questo articolo è presentato un modello di terapia cognitiva-sistemico processuale della coppia. Nella prima parte ci sono le premesse teoriche, poi vengono esposte le modalità terapeutiche ed infine viene il caso clinico. Mi trovo perfettamente d'accordo su gran parte dei concetti esposti; l'unica cosa che non condivido è la scelta rigida di un solo terapeuta nella seduta di coppia. L'invio da un terapeuta all'altro, è vero, risulta spesso motivo di perdita della coppia, ma perchè non scegliere di lavorare in coterapia? Secondo me si evitano i rischi di una triangolazione, maggiore se in seduta ci sono 3 persone: perche "tre" sarà anche un numero perfetto, ma l'esperienza insegna che nei rapporti ed all'interno delle relazioni dà sempre origine ad allenanze e/o coalizioni di 2 contro 1. Se i due sono la coppia, allora va bene, può avere un suo scopo. Altrimenti io rimango con i miei dubbi rispetto a quest scelta.
Indirizzo: Vittorio Guidano, Via degli Scipioni 245, ROMA.
ATTRAVERSO LO SPECCHIO Viale Regina Margherita, 37 Roma.
"Sessuologia e Terapia Familiare"
Angela Antonioli, Luisa Martini: "La Relazione Sessuale di Coppia", n. 35/36, Anno 11, 1993,pp.5-43 .
Questo articolo analizza il percorso di formazione e mantenimento di una coppia. Dall'innamoramento al primo consenso, dall' alleanza operativa al consenso adulto, cioé libero ormai dai miti e dalle aspettative fantasmatiche reciproche. L' excursus comprende anche la patologia della coppia, sessuale e non, e l'analisi del perchè ed in nome di quale tipo di amore una coppia decide di non separarsi malgrado la sofferenza ed il malessere. Aiutate da vari casi clinici, le autrici sono in grado di affermare che nella problematica sessuale della coppia il vaginismo e l'impotenza sono maggiormente legati a problemi di svincolo dalle famiglie d'origine, mentre dispareunia, eiaculazione precoce ed anorgasmia hanno a che fare con un problema di potere all'interno della coppia e della relazione. Articolo di facile lettura, non per questo superficiale, tratta molti argomenti creando spunti per successivi studi e ricerche.
Dott. Angela Antonioli Vella, Viale Regina Margherita, 37 , Roma
M.G.Cancrini, G. De Nobili, L. Harrison: "Pene di Cuore: ci vuole il cardiologo od il sessuologo ?" ; n. 35/36, Anno 11, 1993, pp.45-54.
L'articolo comincia con questa frase: "curare i disturbi sessuali con il sessuologo è come curare le pene di cuore con il cardiologo o l'anoressia mentale con il dietologo." Dopo un primo momento di sorpresa, mi sono chiesta se tali affermazioni provenissero da qualche "parruccone" arroccato su posizioni anacronistiche e speranzoso di partecipare ad un programma di Piero Angela. Invece chi scrive vuole provocare il lettore sulla necessità di portare nella terapia di coppia un intervento multidisciplinare. Una formazione solo di tipo sessuologico non terrà, infatti, conto delle connessioni dei membri della coppia con le loro famiglie d'origine: i miti, le fedeltà, la difficoltà a svincolarsi non si possono spiegare e curare con la sola tecnica "stop and start" (vedi H.S. Kaplan). Dall'altro lato, però, è anche vero che un terapeuta relazionale si scontrerà con un sintomo quale il vaginismo o l'impotenza, ricorrendo solo alla prescrizione paradossale o spiegandolo con legami dei due partners con le rispettive famiglie d'origine. Un approccio multidisciplinare, una formazione aperta ad altre metodologie ed una attenzione al paziente possono più di un'ottima formazione che però sia chiusa alla domanda e alla possibilità di un intervento non rigido .
Grazia Cancrini, Via Falloppio , Roma
Dante Ghezzi, Milena Lerna: "Problemi sessuali e gioco di coppia" n. 35/36, Anno 11, 1993,pp.55-72.
I due autori espongono, con l'ausilio di casi clinici, il loro lavoro di terapeuti della coppia. Di fronte ad un sintomo sessuale la loro scelta è di seguire un itinerario non alternativo e diverso rispetto alla casistica di altro genere. I casi, cioè, vengono affrontati con la pregiudiziale che il sintomo sessuale abbia un fondamento relazionale e quindi sono trattati come altri casi non sintomatici o con sintomi di altra natura e non con metodiche specifiche centrate sull'aspetto sessuale. Per me è un pò discutibile, però se hanno dei buoni risultati, che dire ? Beati loro, che con un solo approccio terapeutico risolvono complesse dinamiche psichiche ed "ostinati" sintomi sessuali.
Indirizzo: Dante Ghezzi, Via Lattanzio , 16 , 20137 Milano.
Carlo Maci: "Problematiche sessuali e depressione: analisi di una terapia di coppia."; n. 35/36, Anno 11, 1993, PP. 73-82.
E' l'esposizione di un caso clinico di terapia di coppia condotta secondo un'ottica sistemica-relazionale. La problematica sessuale, mi è sembrato di capire, è una mancanza di desiderio nella coppia. Però, sinceramente, il titolo "problematiche sessuali" è un pò altisonante e nella conduzione del caso è la depressione che viene curata, forse causa od origine della scarsa sessualità nella coppia, ma sicuramente, unica molla della domanda di terapia. Un pò dejà vù.
Family Process 149 East 78th Street , New York NY 10021 USA.
Jurg Willi , Robert Frei and Bernard Limaker: "Couples Therapy using the technique of Construct Differentiation", Vol. 32, N.3, September 1993, PP. 311-323.
Nella Terapia di Coppia ciascuno dei due partners sembra desideroso di due cose sole : giustificare se stesso ed attaccare l'altro. In questo articolo gli autori fanno uso della toeria dei costrutti di Kelly, come modalità per smuovere la coppia da una situazione che potremmo definire , con un termine caro alla terapia familiare , di stallo. E' un ' interessante prospettiva, perchè la cosa più complicata nella terapia di coppia é far cambiare opinione ai due partners sulle cose che sono accadute: è venuta a mancare la fiducia e perciò nessuno dei due ha il coraggio di giocare un ruolo diverso di fronte all'altro. L'articolo spiega la modalità di applicazione di questa tecnica dei costrutti e riporta un caso clinico per offrire una maggiore chiarezza.
Indirizzo: Prof. Jurg Willi, Psychiatrisce Poliklinik, Universitat Spital, CH 8091, Zurich, Switzerland.
Journal of Marital and Family Therapy 1100 17th Street NW, Washington DC 20036 USA.
Y.Lavee and David H. Olson "Seven Types of Marriage : empirical typology based on ENRICH", Vol.19, N.4 October 1993,PP. 325-340.
In questo articolo si trovano i risultati di una ricerca su più di 8000 coppie dalla quale è stata ricavata una diversa classificazione dei matrimoni , o meglio una differente tipologia delle relazioni fra due coniugi. Usando ENRICH , cioè uno strumento computerizzato di valutazione della coppia sposata, si sono ricavate sette diverse tipologie di coppia coniugale: l'articolo le elenca in maniera chiara e definita anche attraverso grafici e figure. Finalmente le antiche categorie psicodinamiche - per esempio "coppia Sado-Maso" - e le sfruttate tipologie relazionali , che si richiamano alla simmetria ed alla complementarietà , risultano obsolete. Queste classificazioni erano ormai entrate nel linguaggio quotidiano anche del fruttivendolo all'angolo, e non avevano più un supporto nè scientifico nè empirico. Era dunque giunto il momento di sostituirle con qualcosa di nuovo.
Indirizzo: Yoav Lavee,PhD, University of Haifa, Mount carmel, Haifa 31999 Israele.
R. Gerson, S. Hoffmann , M.Sauls and D. Ulrici : " Family of Origin Frames in couples Therapy" , Vol. 19, N.4, October 1993, PP.341-354.
Dopo molti anni anche gli Americani hanno riscoperto la famiglia d'origine nel trattamento della coppia. L'articolo presenta affermazioni un pò generiche e sopratutto scontate . Tuttavia ha il merito di categorizzare alcune modalità attraverso le quali si può far influenzare il proprio matrimonio dalle famiglie d'origine. A demerito degli autori il fatto di non conoscere minimamente i contributi europei ed in particolare italiani sul tema e soprattutto di non citare in bibliografia neppure l'americano Jim Framo a cui si deve il primo e fondamentale contributo sul tema stesso : "La famiglia d'Origine come risorsa nel trattamento della coppia".
Indirizzo:Randy Gerson PhD, 1864 Independence Square,Suite AB ,Dunwoody, GA 3038, USA
Daniela Giommi Istituto di Terapia Familiare di Firenze aggiornata al marzo 1997
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