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La
Formazione Sistemico- Relazionale : Libri
e Capitoli nei Libri
a
cura di
Rodolfo de Bernart e Cristina Dobrowolski
In Terapia Familiare n° 49 nov. 1995 "Itinerari della formazione:
l'identita' del terapeuta"
aggiornata novembre 1995
Ci sembra utile per i nostri lettori avere a disposizione una bibliografia
ragionata sulla formazione come strumento di lavoro a completamento di
questo primo numero speciale della rivista dedicato allo stesso tema.
Abbiamo scelto di dividere i contributi in due sezioni : Libri ed Articoli
, seguendo la tradizione della rivista. All'interno delle due sezioni
ci è sembrato vantaggioso introdurre un'ulteriore suddivisione
in lingue , per rendere più facile la consultazione. I libri sono
quindi divisi in : Italiani Inglesi , Francesi e per gli articoli c 'è
anche una quarta sezione Spagnola. Infine per facilitare il ritrovamento
di temi particolari abbiamo introdotto sei parole chiave : Training, Supervisione,
Tecniche Speciali (audiovisivi ed altro) , Persona e Famiglia del Terapista,
Gruppo, e Formazione in altri contesti. Per ogni parola chiave sono elencati
i numeri dei libri o degli articoli che si occupano dell'argomento. La
scelta delle parole chiave è naturalmente arbitraria nel numero
(piccolo) e nel merito. Siamo interessati ad avere dai nostri lettori
suggerimenti di nuove parole chiave , per le quali potremmo facilmente
costruire nuovi elenchi , magari pubblicabili sul prossimo numero.
I lavori sulla formazione non sono numerosissimi, speriamo perciò
di essere riusciti ad effettuare una ricerca e quindi un elenco sufficentemente
completi . Tuttavia qualcosa ci sarà sicuramente sfuggito. Invitiamo,
perciò, i lettori a segnalarci eventuali dimenticanze, che potremo
forse riportare in un supplemento di bibliografia nel prossimo numero
sempre dedicato alla formazione. Ci scusiamo comunque con tutti coloro
che avessimo involontariamente trascurato.
I libri e gli articoli apparsi sulla formazione in questi anni non sono
poi molti se si considera quanto il problema sia importante In Italia
ancora oggi.
Non é un mistero per nessuno che tutti gli Istituti e Centri Italiani
si reggono economicamente sulla formazione e che la grande diffusione
della Terapia familiare in Italia é legata anche alle buone possibilità
di formazione offerte agli operatori nel nostro paese.
Tuttavia i contributi scientifici sull'argomento sono relativamente pochi.
Una parte dei lavori e delle riflessioni prodotti su questo tema sono
state pubblicate in atti di convegni interni. La maggior parte dei libri
che presentiamo sono di questo tipo. Questo é il caso dell' Istituto
di Terapia Familiare che ha edito un volume "La Formazione Relazionale"
a cura di ANDOLFI E PICCONE nel 1985. In esso appaiono oltre a contributi
di didatti ed allievi dell' Istituto anche interventi di noti formatori
italiani di altre scuole quali LUIGI E GRAZIA CANCRINI, CIGOLI, HARRISON,
LORIEDO, NORDIO, PONTALTI, UGAZIO E VELLA. un altro volume simile é
La Famiglia tra Patologia e Sviluppo a cura di ANDOLFI M., SACCU C.,,
noto anche come gli atti di Todi. Ancora della categoria "Atti" fanno
parte anche il volume di BETTI et al. e quello di MANFRIDA, de BERNART
et al. sul covegno SIPPR di Siena. Non abbiamo fatto a tempo ad inserire,
invece, i contributi sulla formazione apparsi sugli atti del Congresso
SIPPR di Sanremo 1994, appena usciti per la F.Angeli a cura di LORIEDO,
MALAGOLI -TOGLIATTI e MICHELI.
Gli altri volumi ricadono o nella categoria manuali , come quello sulla
consulenza di ANDOLFI e coll. , quello di DEVOTO , quello di GURMAN e
KNISKERN e molti dei volumi in lingua inglese , o trattano temi piu specifici
come Video, Genogramma ,etc.
ITALIANO
1. ANDOLFI M., PICCONE D.,(a cura di) La Formazione Relazionale, Edizioni
I.T.F., Roma, 1985.
Si tratta degli atti del 2° Convegno Italiano dell' Istituto di
Terapia Familiare di Roma, tenutosi a Vietri nel novembre 1984. E' passato
dunque oltre un decennio, ma questo volume mantiene tutt'ora notevoli
elementi di interesse e resta uno degli sforzi più riusciti di
fare il punto sugli aspetti salienti della formazione nel nostro campo.
La scelta fatta dai curatori é stata quella di accogliere tutti
i contributi presentati, fornendo così una panoramica il più
ampia possibile degli orientamenti e delle esperienze in ambito didattico
ma accettando il rischio, ovvio, di discontinuità e disomogeneità
di livelli. In questa sede non possiamo che limitarci ad alcune segnalazioni
relative a quelli che ci sono sembrati i temi chiave del Convegno. Una
delle caratteristiche del nostro modo di insegnare é sicuramente
la dimensione gruppale; ed al gruppo come strumento di formazione é
dedicata la seconda sezione degli atti. Qui troviamo, tra gli altri, il
lavoro di K. GIACOMETTI e G. MONTINARI, che affronta la funzione del gruppo
inteso come spazio-sistema di apprendimento nell' ambito dei casi di psicologia
relazionale; quello di R. de BERNART e P. MENGHI sulla consulenza nel
gruppo in training, di cui gli autori mettono in luce somiglianze e differenze
con la consulenza familiare ed ancora, quello di R. AURILIO, L. BALDASCINI
e P. GRITTI, che descrive gli obiettivi e la dinamica di un primo anno
di formazione relazionale, ponendo particolarmente l'accento su tre aree:
(1) le strutture relazionali del sistema didattico, (2) la tendenza alla
differenziazione insita nel gruppo di apprendimento, (3) la crisi dei
modelli cognitivi ed emozionali. Alla luce degli aviluppi più recenti
della teoria familiare e relazionale, che hanno visto riacquistare centralità
all' individuo ed al problema dei significati, riteniamo utile indicare
al lettore anche i contributi della seconda sezione dal titolo "L' individuo
e l'apprendimento" ed in particolare: il lavoro di M. ANDOLFI sull' "handicap
dello studente come strumento di formazione", tema caro all' autore per
la comprensione di come si possano massimizzare le risorse personali dell'
allievo, e quello di A.M. NICOLO' sulle emozioni del terapista nella relazione
terapeutica ed in supervisione. Di quest'ultimo, ricordiamo il concetto
di relazione bidirezionale, cioé di una relazione capace di condurre
ad una "doppia trsformazione: quella della famiglia e del terapeuta" e
quindi, "quella del terapeuta e del supervisore", ed il concetto di specularità
tra il funzionamento della famiglia al suo interno e la sua relazione
con il terapista. Concludiamo segnalando il cap. V, interamente dedicato
alla supervisione come modello di apprendimento ed il cap. VII, in cui
trovano spazio esperienze formative meno tradizionali e più attinenti
al settore della prevenzione, come ad esempio, i corsi di formazione relazionale
per medici di base (R. de BERNART) o per insegnanti (BELLATERRA, BERARDI,
STENTELLA).
2. ANDOLFI M., SACCU C.,(a cura di) La Famiglia tra Patologia e Sviluppo,
Edizioni I.T.F., Roma, 1992.
Il volume raccoglie contributi presentati al 2° Convegno Nazionale
della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Familiare dell' ITF,
svoltosi a Todi nell' ottobre 1991. L'ultima parte del libro contiene
lavori specificamente dedicati al processo di formazione in cui si sottolinea
l'importanza di una maturazione cognitiva ed emozionale dello psicoterapeuta
e la necessità che, attraverso un lavoro su di sé, l'allievo
impari a riconoscere la propria famiglia interna, distinguendola da quella
reale che viene in terapia. In quest'ottica acquista senso il proseguimento
dell' iter formativo proposto dalla scuola di specializzazione e costituito
dall' aggiunta di un triennio di supervisione individuale al training
clinico quadriennale. L' obiettivo non é più soltanto trasmettere
delle tecniche (come molti pensavano negli anni '70) ma consentire l'
acquisizione di una effettiva competenza clinica familiare e di una vera
"identità" professionale; questo non consente più di ignorare
le implicazioni personali e familiari del terapeuta e le sue risonanze
emotive nel lavoro con la famiglia e lo costringe a fare i conti con la
propria soggettività.
3. ANDOLFI M., HABER R.,(a cura di) La Consulenza in Terapia Familiare.
Una Prospettiva Sistemica.. Cortina Editore, Roma. 1995.
La consulenza fa parte della formazione? Dalla nostra esperienza sembrerebbe
di sì. Spesso i grandi maestri di T.F. visitando i vari centri
hanno insegnato il loro modello terapeutico attraverso consulenze più
che mediante lezioni di teoria. In questo libro nuovissimo a più
voci vengono toccati diversi aspetti della consulenza , vista come una
maniera di attivare sempre di più le risorse della famiglia e del
sistema terapeutico. Difficile segnalare qui i capitoli più interessanti,
ma certo la prefazione di Sluzki, , l'introduzione alla prima sezione
di Haber, e tutta la quarta sezione sulla consulenza come strumento di
sviluppo professionale sono in tema con la formazione.
4. BENVENUTO S., NICOLAUS O., (a cura di)La Bottega Dell' Anima, Franco
Angeli, Milano, 1990.
Il volume costituisce una sorta di confronto a distanza tra i punti di
vista dei vari leaders delle principali scuole di psicoterapia italiane
e segna la conclusione di una prima fase di una ricerca, nella quale i
curatori sono impegnati, per conto dell' Iross-Cnr (Istituto di ricerche
sull'organizzazione socio-territoriale dei servizi) nel tentativo di approfondire
i nessi fra le prestazioni psicoterapeutiche e l'organizzazione e la politica
dei servizi di salute mentale. L'opera si divide in tre sezioni, di cui
le prime due più specificamente dedicate alla formazione. La prima,
dal titolo "Percorsi formativi delle principali scuole di psicoterapia
in Italia", contiene, tra gli altri, i contributi di M. ANDOLFI su "I
tempi della formazione in psicoterapia familiare" e quello di A.M. NICOLO'-CORIGLIANO
e P. PEDE su "Famiglia e psicoterapia psicoanalitica: appunti sulla formazione".
La seconda, "Testimonianze e riflessioni sui percorsi formativi, itinerari
formativi personali", accoglie le osservazioni di alcuni tra i nomi più
prestigiosi dei vari orientamenti psicoterapeutici, da M. SELVINI PALAZZOLI
per la terapia familiare a D. ANZIEU, E. FACCHINELLI, P.F. GALLI, D. MELTZER,
C. NERI, S. RESNIK, M. TREVI per l'approccio psicoanalitico individuale
e gruppale.
5. BETTI M., MARCHI E., ZANDA G.,(a cura di) Esperienze Psichiatriche
in Video, Ed. MAXMAUR, Lucca, 1991.
Si tratta di un volume speciale della rivista "Psichiatria e Territorio"
, che contiene gli atti del convegno con lo stesso titolo , tenutosi nel
1991 a Bagni di Lucca. Alcuni contributi appaiono particolarmente interessanti:
ZAPPAROLI riferisce sull'uso dei video in clinica , riabilitazione e didattica
nel campo psichiatrico; de BERNART fornisce un'immagine completa dell'uso
degli audiovisivi nella formazione relazionale . E' questo il primo articolo
italiano che si occupa così estesamente dell'argomento. Più
avanti ancora de BERNART in "Trance e Controtrance :la Supervisione Ipnotica"
si occupa di audiovisivi e supervisione. Nel convegno tutti i contributi
erano accompagnati da supporti video di grande interesse che purtroppo
non sono riproducibili in volume.
6. BOGLIOLO C., BACHERINI A.M., Terapia Familiare e Psichiatria di
Territorio, Ed. Uncini Pierucci, Firenze,1977.
E' un'opera forse un pò datata ed ormai introvabile che si propone
di verificare l'impiego delle terapie relazionali nel contesto dei servizi
psichiatrici di territorio. Per ciò che attiene al nostro argomento,
vale la pena di ricordare l' articolo di M. MALAGOLI TOGLIATTI "Il training
in terapie familiari ad indirizzo relazionale", che ci dà un'idea
dello "stato dell'arte" in Italia negli anni'70, permettendo anche di
fare una valutazione dei cambiamenti e delle diversificazioni avvenute
nell' ambito dei modelli di formazione per ciò che riguarda le
tecniche ed il modo di concettualizzare la funzione del gruppo ed il ruolo
del trainer.
7. CANCRINI L., Quattro Prove per un Insegnamento della Psicoterapia,
La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1984.
Un piccolo ma prezioso libro che affronta il problema di quali possano
essere le esperienze di crescita e di maturazione all'interno di un contesto
educativo e di un setting analitico e relazionale. L' autore propone situazioni
di formazione di cui sono protagonisti, insieme al didatta, studenti,
operatori dei servizi e terapeuti in aggiornamento, cercando di mettere
in evidenza le peculiarità e gli obiettivi specifici dei diversi
contesti di apprendimento. Particolarmente interessanti sono, a nostro
avviso, le pagine dedicate alla descrizione ed al confronto di interventi
di supervisione e di consulenza, caratterizzate da una grande attenzione
alla "soggettività" del terapeuta e del formatore. E' costante
la preoccupazione di cogliere non solo i significati delle emozioni suscitate
dai pazienti nel terapeuta, ma anche di quelle provocate nel supervisore
dal terapeuta nel suo agire e nel suo narrare. Queste ultime possono rappresentare
non solo classici fenomeni di controtraslazione ma, come dice Searles,
"dei riflessi assai utili ai fini conoscitivi del rapporto esistente tra
il terapeuta ed il paziente".
8. DE GIACOMO P., Mente e Creatività, F.Angeli, Milano 1995.
Se sviluppare la creatività fa parte della formazione, questo
volume ha un posto importante . Anche perché propone un tentativo
, forse migliorabile ulteriormente, ma sicuramente interessante, di uso
di un programma computerizzato ( il dischetto é accluso) che permette
l'autoformazione alla creatività. Vedi GERSON in FIGLEY, nella
sezione Libri Inglesi, per i presupposti storici e teorici.
9. DEVOTO A. Le Tecniche di Gruppo. Franco Angeli Milano, 1984.
Segnaliamo questo volume , per molti aspetti datato, perche contiene
due contributi storici sulla gruppalità nella formazione. Il primo
é quello di R. de BERNART "La funzione del gruppo nella formazione
del terapista familiare", che apre il volume , fornendo un'accurata analisi
della letteratura sui gruppi , ed un modello sistemico relazionale di
lavoro con il gruppo in uso nella formazione all'Istituto di Terapia Familiare
negli anni settanta-ottanta, ed ancora valido per certi aspetti. Il secondo
di G. LO VERSO "Il gruppo come tecné e cultura per la formazione
psicologica individuale" affronta con un linguaggio decisamente gruppoanalitico
e psico sociale un tema ancora più vasto.
10. GURMAN A.S., KNISKERN D.P., Manuale di Terapia della Famiglia,
Bollati Boringhieri, Torino, 1995.
E' l'edizione italiana, a cura di P.BERTRANDO, del famoso manuale americano
di T.F. Sulla formazione e sulla supervisione segnaliamo il capitolo curato
da H.A. LIDDLE (18). Anche la parte quinta del volume "Scuole Italiane
di Terapia della Famiglia" si occupa di questo argomento . Tuttavia appare
interessante sopratutto il contributo storico curato dallo stesso BERTRANDO
(23) che da' un panorama abbastanza completo e sintetico della T.F. Italiana.
Discutibile appare invece l'idea di offrire altri sei capitoli ad altrettante
scuole italiane, dando così un'immagine necessariamente ridotta
e distorta della formazione sistemico-relazionale in Italia. Alcuni dei
capitoli affrontano qualche problema teorico , i più si limitano
a fornire informazioni piuttosto burocratiche sul modello di training.
11. MANFRIDA G., de BERNART R., D' ASCENZO J., GIANNINI A., NARDINI
M., Psicopatologia e Modelli Psicoterapeutici: La Prospettiva Relazionale,
Wichtig Edit., Milano, 1993.
Sono gli atti del 2°convegno della SIPPR svoltosi a Siena nel 1993.
Solo alcuni gruppi di studio erano dedicati alla formazione ed in particolare
alla clinica nel training, osservata dal punto di vista dei didatti e
degli allievi. In particolare segnaliamo i contributi di DOBROWOLSKI su
Relazione terapeutica e Relazione di Formazione, di COTUGNO e MALAGOLI
TOGLIATTI sui presupposti epistemologici delle attività didattica,
di BASSOLI et al. sull'analisi autoriflessiva di un 'equipe, di CHIANURA
et al. e di BENEDETTI et al. sulle emozioni, di GRITTI e DI CAPRIO sulla
formazione sistemico-relazionale nell'università, di BECATTINI
et al. sugli aspetti coevolutivi del sistema terapeutico e didattico,
di FABRIZI et al. sulla relazione terapeutica. Infine particolarmente
originali i contributi di MATTUCCI e di GALEOTTI che riferiscono di due
esperienze simili: la clinica nel training e la formazione di base (corso
introduttivo) dal punto di vista dell'osservatore, cioé di quella
figura intermedia di allievo didatta che può appunto osservare
, nel suo periodo di formazione come tale, il rapporto fra didatta e allievo
da un' ottica privilegiata.
12. MONTAGANO S., PAZZAGLI A., Il genogramma. Teatro di alchimie familiari,
Milano, Franco Angeli, 1989.
In questo volume le autrici affrontano il tema del genogramma e con esso
le relazioni familiari viste con le loro radici profonde nella storia
di ogni individuo. Strumento, il genogramma, che attualmente sembra essersi
imposto di nuovo all'attenzione dei terapeuti familiari attraverso la
ripresa della storia e soprattutto del tema della famiglia del terapeuta
stesso ai fini della sua formazione. Questo sembra essere l'obiettivo
dell' impiego del genogramma in luoghi diversi quali la formazione dei
terapeuti, la terapia familiare o di coppia, oppure nel corso di un'anamnesi
medica. La parte centrale del volume é dedicata al genogramma nella
formazione, dove i frammenti di esperienza esemlificano alcuni concetti
interpretativi utilizzati per l'ascolto e la rielaborazione degli eventi
narrati. Sullo stesso argomento potrà essere utile confrontare
i volumi in lingua inglese :"The Family Life Cycle " a cura di CARTER
E.A. e McGOLDRICK M. , Gardner Press 1980 NY e "Genograms in Family Assesment
" di McGOLDRICK M. e GERSON R. ,Norton 1985 NY, di cui é disponibile
anche la versione in francese : "Génogrammes et entretien familial
" ESF Paris 1985, che non abbiamo inserito nelle sezioni Libri perché
non trattano specificamente dell'uso del genogramma nella formazione.
13. WATZLAWICK P., WEAKLAND J.H., La Prospettiva Relazionale, Astrolabio,
Roma, 1978.
Si tratta di una raccolta dei saggi più significativi, alcuni
"storici" prodotti tra il 1965 ed il 1974 dai membri del Mental Research
Institute di Palo Alto. Vi sono contenuti, tra gli altri, alcuni scritti
fondamentali di Don D. Jackson, ispiratore e fondatore del M.R.I. Al tema
specifico del training sono dedicati però soltanto due lavori:
"Uso del videotape nella formazione di terapeuti della famiglia" di A.M.
BODIN e "Caratteristiche del lavoro di operatori non professionisti nel
ruolo di terapeuti primari" di L.R. MOSHER, A. REIFMAN E A. MENN. Il primo
é un articolo più "tecnico" in cui vengono descritti e discussi
gli aspetti innovativi (siamo alla fine degli anni '60) dell' introduzione
delle apparecchiature di videoregistrazione nella didattica, sia per quanto
riguarda l'acquisizione da parte dell' allievo di maggiori capacità
di lettura delle interazioni familiari e gruppali, sia come strumento
di autosservazione e riconoscimento di aspetti di sé e del proprio
modo di porsi in relazione. Il secondo articolo descrive le esperienze
degli autori nella formazione di giovani paraprofessionisti, relativamente
non esperti, allo scopo di aiutare i pazienti schizofrenici nelle loro
esperienze psicotiche. Il contesto di questo lavoro é costituito
da due centri di terapia, il Soteria House (aperto nel 1971) e Emanon
House (aperto nel 1974) entrambi ispirati al famoso progetto di Kingsley
Hall realizzato a Londra da Ronald Laing
INGLESE
1. ™ ANDOLFI M., ZWERLING I., Dimensions of Family Therapy, Guilford
Press, New York, 1980.
Il volume raccoglie i contributi più importanti presentati al
2° Congresso Internazionale di Terapia Familiare tenutosi a Firenze
nel giugno 1978, ed apparsi in italiano nei n. 3 e 4 della rivista Terapia
Familiare. L'ultima sezione del libro contiene tre articoli dedicati alla
formazione, due dei quali, quello di D.P. KNISKERN e A.S. GURMAN e quello
di M. ANDOLFI e P. MENGHI, considerati oggi quasi "storia". Il primo lavoro
è dedicato alla ricerca sul training in terapia familiare e focalizza
l'attenzione su tre aree: (1) i principali modelli e programmi di training
esistenti, (metodi didattici, supervisione e tecniche esperienziali).
(2) I criteri più importanti per la valutazione del training e
(3) una proposta di metodologia di valutazione dei programmi di formazione.
Il secondo articolo (ANDOLFI, MENGHI) presenta la prima formulazione generale
del programma di training condotto presso l' Istituto di Terapia Familiare
di Roma. I temi più importanti sono: l'analisi delle motivazioni
dell' allievo e la ridefinizione delle aspettative; l'uso del gruppo come
laboratorio; il processo di supervisione clinica nel training con particolare
riguardo alla caratterizzazione della situazione peculiare che viene a
crearsi per l'unione del sistema di apprendimento (trainer, studente e
gruppo) col sistema terapeutico (supervisore, terapista, famiglia).
2. ™ BERGER M.M., Videotape Techniques in Psychiatric Training and
Treatment, Brunner-Mazel Publ., New York, 1978.
Di questo volume, fondamentale per tutti coloro che usano gli audiovisivi
in terapia e formazione, segnaliamo la Sezione II° Training , che
contiene contributi di vari autori . Sopratutto ci sembrano interessanti
i contributi di BERGER stesso : il primo (16) sull'uso del videotape nel
trattamento integrato di individui, coppie, famiglie e gruppi ed il secondo
(23) sulla video confrontazione nella crescita del Se ; da leggere inoltre
quello di ALGER (20) sull'uso del Freeze Frame ; infine particolarmente
interessante é l'articolo di WHITAKER (21) sull'uso del Video in
Terapia Familiare in relazione all'Impasse terapeutico.
3. ™ FERBER A., MENDELSOHN M., NAPIER A., The Book of Family Therapy,
Hoghton Mifflin Company Sentry Ed., Boston, 1972.
Alla stesura di questo volume, certamente molto datato ma che rappresenta
comunque una tappa importante nel processo di riflessione sulla formazione
dei terapeuti familiari, hanno contribuito alcuni dei nomi più
prestigiosi del campo: WHITAKER, NAPIER, FERBER, AUERSWALD, BOSZORMENYI-NAGY,
HALEY, WEAKLAND, FRAMO, WYNNE ed altri ancora. E' un libro che propone
ai lettori una curiosa mistura di aspetti teorici, empirismo ed elementi
personali, risultando proprio per questo spesso molto stimolante ma anche
un pò dispersivo. Non si può non essere incuriositi dal
racconto che autori celebri come quelli citati, fanno delle proprie esperienze
familiari e di formazione nel cap. 3 "We became family therapists" e la
struttura a più voci, data a questo ed a molti altri capitoli,
contribuisce a rendere estremamente viva ed articolata la narrazione.
Le due sezioni più mirate sul tema della didattica in terapia familiare
sono, però, la seconda e la terza. Nella seconda segnaliamo il
lavoro di MENDELSOHN E FERBER "A training program", che presenta un programma
di training (siamo agli inizi degli anni '60) sviluppato nel corso di
dieci anni presso il Bronx State Hospital (New York) che vedeva all' epoca
in Israel ZWERLING, uno dei principali animatori. Il programma, distinto
in quattro livelli di formazione, era stato concepito per cercare di soddisfare
le necessità di un dipartimento psichiatrico nell' ambito di una
scuola di medicina con molti contesti istituzionali diversi ed una gran
numero di operatori con differenti backgrounds professionali. Ci sembra
interessante osservare come già quasi trenta anni fa venissero
identificate fasce distinte di allievi: una costituita da operatori della
salute mentale, cui doveva essere fornito un orientamento di base all'
approccio familiare, una seconda formata da allievi che dopo una formazione
di base intendevano diventare terapisti familiari ed un terzo gruppo di
terapisti familiari già formati che volevano prepararsi a svolgere
un lavoro didattico e di ricerca. Nella terza sezione del libro dal titolo
"Insegnanti ed allievi", ci sembra valga la pena di citare il cap. 12
"Gli allievi parlano", racconto delle proprie esperienze di studenti in
training fatto da terapisti familiari che si erano preparati con clinici
famosi come A. FERBER, T. FOGARTY, H.P. LAQUER; ed il cap. 14 di GUERIN
e FOGARTY sullo studio della propria famiglia di origine. Mentre Guerin
descrive in dettaglio la propria esperienza di lavoro con la propria famiglia
di origine sotto la guida di M. Bowen, Fogarty racconta, dal punto di
vista del didatta, il lavoro svolto con un allievo sulla famiglia di origine
di quest'ultimo e cerca di metterne in luce gli aspetti salienti per la
costruzione di una posizione Io nel rapporto terapeutico e nella relazione
col supervisore.
4. ™ FIGLEY C.R., Computers and Family Therapy, The Haworth Press,
New York, 1985.
Se molti terapisti e didatti sono allergici agli audiovisivi, c'é
da chiedersi che reazione avranno a queste proposte di uso dei computer
in terapia e formazione. Del volume, comunque ci interessa sopratutto
il capitolo di R.GERSON sulla formazione. Una buona parte di esso é
dedicata all'interessante possibilità di generare genogrammi computerizzati
con programmi specifici. Altra possibilità nuova e la simulazione
di terapia computerizzata. Le conclusioni rimandano idealmente all'ultimo
volume di DE GIACOMO (Vedi Libri Italiani).
5. ™ LIDDLE H.A., BREUNLIN D.C., SCHWARTZ R.C., Handbook of Family
Therapy Training and Supervision, The Guilford Press, New York, 1988.
E' la bibbia del didatta e del supervisore in Terapia Familiare ! Impossibile
segnalare i contributi migliori. Sono quasi tutti eccellenti. Inoltre
il volume é organizzato e strutturato nello stile ordinato e quasi
ossessivo proprio di LIDDLE. Perciò é veramente facile trovare
tutto ciò che serve senza che ci sia bisogno di leggere tutto.
Infine, contiene una preziosa bibliografia su Training e Supervisione,
decisamente più completa della nostra, ordinata per voci, che ha
solo due difetti: é datata al 1988 e si occupa solo di contributi
in lingua inglese.
6. ™ WHIFFEN R., BYNG-HALL J., Family Therapy Supervision: Recent
Developments in Practice, Academic Press, London, 1982 - Grune & Stratton
Inc., New York, 1982.
Sono gli atti di uno storico incontro sulla Supervisione fra trainers
Europei ed Americani tenutosi a Londra alla Tavistock Clinic nel 1979
. I contributi appaiono forse un po' datati ma sicuramente interessanti
sul piano storico.
FRANCESE
1. ™ BLEANDONU G., La Vidéo en Thérapie, Les Editions
E S T, Paris, 1986.
Di grande interesse sopratutto per le applicazioni cliniche del video
suggerite nei primi capitoli, questo volume contiene tuttavia soprattutto
nel capitolo (7) , curato da BEAUJEAN , notevoli indicazioni sull'uso
del video in terapia e formazione sistemica. Da segnalare inoltre il parafrafo
sulla "Photo-videoscopie genealogique" nel capitolo (6) , dal quale é
stato ispirato il "Genogramma Fotografico" di de BERNART ormai entrato
in uso comune nella formazione in molte scuole di Terapia Familiare (Vedi
Libri Italiani :5 , Articoli Italiani: 15,16,17 e Articoli Francesi: 10;
vedi anche Articoli Inglesi: 1).
2. ™ ELKAIM M., Formations et Pratiques en Thérapie Familiale,
Les Editions ESF, Paris, 1985.
Si tratta degli atti del Congresso Internazionale di Bruxelles del 1985,
dedicato a "Approcci terapeutici e modelli di formazione in terapia familiare".
Pur con i limiti legati al contesto di un convegno, relativi soprattutto
all'eterogeneità dei contributi e talvolta ad una mancanza di spazi
di approfondimento, la lettura di questo volume offre molti interessanti
spunti di riflessione. Segnaliamo, tra le altre cose due tavole rotonde.
Nella prima, P. PAPP, M. ANDOLFI, J. HALEY, C. MADANES, M. ELKAIM E L.
BOSCOLO, mettono a confronto le loro opinioni su quesiti come: "esiste
una differenza tra il modo in cui si insegna ad un allievo a cambiare
un sistema e quello in cui si cerca di favorire l'evoluzione di una famiglia?",
cioé il modello teorico di formazione é isomorfico al modello
clinico?. Nella seconda tavola rotonda, C. WHITAKER, B.S. DUHL, C. SLUZKI,
O. SILVERSTEIN, J. HALEY E S. MINUCHIN, discutono su "Creatività
e formazione", fornendo una panoramica su posizioni molto diverse e non
sempre facilmente compatibili.
3. ELKAIM M. (sous la direction de) Panorama des Therapies Familiales
Ed. Seuil, Paris, 1995.
E' un libro appena uscito . Non abbiamo proprio fatto in tempo a leggerlo
. Però ci sembra opportuno segnalarlo perché contiene un
'intera sezione (l'ultima) su training e supervisione.
4. ™ GEFFROY Y., ACCOLLA P., SCHUTZENBERGER A.A., Vidéo...Formation
et Thérapie, Epi s.a., 1980.
E' un volume di grande interesse per tutti coloro che vogliano approfondire
lo studio dell'uso degli audiovisivi nella formazione. La prima parte
, a cura di GEFFROY E ACCOLLA, si occupa di teoria e di confrontazione,
mentre la seconda parte , curata dalla SCHUTZENBERGER , offre uno spaccato
dei diversi modi di utilizzare il video nell'approccio più "clinico"
del versante formativo.
PAROLE CHIAVE:
TRAINING: Italiano: 1,2, 3,4,5,6,7,10,11. Inglese: 1,3,5,6. Francese:
2,3.
SUPERVISIONE: Italiano: 1,2,3,4,5,7,10,11. Inglese: 3,5,6. Francese:
2,3.
TECNICHE SPECIALI (Audiovisivi etc.): Italiano: 5,8,11,12,13. Inglese:2,4,5.
Francese : 1,4.
PERSONA e FAMIGLIA del TERAPISTA: Italiano : 1,2,3,4,5,7,8,12. Inglese
: 3. Francese : 1,2,4.
GRUPPO: Italiano: 1,9,13.
FORMAZIONE in ALTRI CONTESTI : Italiano: 1,8.
aggiornata novembre 1995
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In this unique book, you will learn, step-by-step,
how to remove conflict and restore love in any relationship. You will
learn what creates love and what destroys it. You will discover how to
end the cycle of conflict, release resentment and restore your peace of
mind. Bills experience as a former divorce attorney provides rare insight
into the nature of relationships. You will discover something about yourself
and your relationships that will change your life forever.
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The
Violent Couple
by William A. Stacey, Lonnie R. Hazlewood, Anson Shupe
This book offers a social movement perspective on family
violence, framing the discovery of abuse toward women and men as a "natural"
development flowing out of social movements of the 1960s and 1970s. It
combines clinical and statistical methods to yield a sophisticated understanding
of the dynamics underlying spousal violence. It examines both men's violence
and the violence of their female partners, both psychological as well
as physical.
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Why
Marriges Succed or Fail
by John Gottman
Ph. D
From
psychology professor (Univ. of Washington) and marriage researcher Gottman:
an upbeat, easy-to-follow manual based on research into the dynamics of
married couples. Gottman describes his studies as being akin to a CAT
scan of a living relationship and asserts that he's been able to predict
the future of marriages with an accuracy rate of over 90 percent. In 1983
and 1986, his research team monitored more than a hundred married couples
in Indiana and Illinois with electrodes, video cameras, and microphones
as they attempted to work out real conflicts. Using the information derived
from these sessions, Gottman concludes here that a lasting relationship
results from a couple's ability to resolve conflicts through any of the
three styles of problem-solving that are found in healthy marriages- -validating,
conflict-avoiding, and volatile. Numerous self-quizzes help couples determine
the style that best suits them. Gottman points out, however, that couples
whose interactions are marked by four characteristics--criticism, contempt,
defensiveness, and withdrawal--are in trouble, and he includes self-tests
for diagnosing these destructive tactics, as well as steps for countering
them. Interestingly, Gottman asserts that the basis of a stable marriage
can be expressed mathematically: the ratio of positive to negative moments
must be at least 5:1--and he offers a four-step program for breaking through
negativity and allowing one's natural communication and problem-solving
abilities to flourish. Mathematics and science aside, there's plenty of
old- fashioned, helpful, and worthwhile advice here about gender differences,
realistic expectations, love, and respect--advice that may appeal especially
to those who enjoy taking quizzes and analyzing relationships.
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La
crisi della coppia
a cura di Maurizio
Andolfi
(Dalla Prefazione) Il titolo La crisi
della coppia e' frutto di una riflessione assai approfondita di studiosi
e terapeuti della famiglia su un problema sempre piu' drammatico dal punto
di vista sociale e familiare, quello della crescente fragilita' del sistema-coppia
che sembra in profonda crisi in quanto istituzione. La crisi della
coppia e' un libro rivolto a coloro che operano a diversi livelli
con le coppie sia per cio' che concerne i loro processi di sviluppo normale,
sia situazioni di difficolta'; psicologi, sociologi, educatori, assistenti
sociali, consulenti matrimoniali, sessuologi, mediatori familiari, psicoterapeuti,
avvocati e giudici di famiglia.
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Close
Encounters : A Relational View of the Therapeutic Process
di Robert Winer
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Family
Therapy Sourcebook
by Fred P. Piercy, Douglas H. Sprenkle, Joseph L. Wetchler
A
compact introductory text for practitioners, researchers, teachers, and
students. Includes core concepts and clinical techniques; a glossary of
essential terms and ideas; an annotated bibliography; a consumer's guide
to the best teaching media; and classic and state-of- the-art information
on foundational issues related to theory, research, and practice. The
authors also present experiential learning exercises for educators, delineate
key concepts, and clarify complex issues.
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Getting
Divorced Without Ruining Your Life
by Sam Margulies
For the hundreds
of thousands of couples who divorce each year, here is a reasoned, practical
guide to the legal, emotional, and financial ins and outs of negotiating
a divorce settlement. Margulies provides expert advice on negotiating
with one's spouse despite emotional pitfalls, and determining child support
and alimony.
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Steps
to an Ecology of Mind
by Gregory
Bateson
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The
Daddy Guide : Real-Life Advice and Tips from over 250 Dads and Other Experts
by
Kevin Nelson
From being in the delivery room at birth to saving for
a child's education, "The Daddy Guide" is jam-packed with useful information
on all aspects of the challenging and rewarding experience of fatherhood.
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