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La Libreria propone sul tema

How To Heal A Painful Relationship
by Bill Ferguson

In this unique book, you will learn, step-by-step, how to remove conflict and restore love in any relationship. You will learn what creates love and what destroys it. You will discover how to end the cycle of conflict, release resentment and restore your peace of mind. Bills experience as a former divorce attorney provides rare insight into the nature of relationships. You will discover something about yourself and your relationships that will change your life forever.

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Family Therapy Sourcebook
by Fred P. Piercy, Douglas H. Sprenkle, Joseph L. Wetchler

A compact introductory text for practitioners, researchers, teachers, and students. Includes core concepts and clinical techniques; a glossary of essential terms and ideas; an annotated bibliography; a consumer's guide to the best teaching media; and classic and state-of- the-art information on foundational issues related to theory, research, and practice. The authors also present experiential learning exercises for educators, delineate key concepts, and clarify complex issues.

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21 Divorcees!
by Al Tarvin, Neil F. Pape (Introduction), Mary Lowe-Evans (Introduction)

Twenty-one women tell their true stories of sexual and physcial abuse in their marriages. How does the sexually abused woman get out of these marriages? These 21 Divrocees found the courage and support to rid themselves of the sexual and physcial abuse they had endured for such a long time. These are true stories of women of all types, rich, poor and horrible family relationships. They learned their lessons the hard way, but lived to tell about it - not like the O. J. Simpson women.

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Steps to an Ecology of Mind
by Gregory Bateson

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TOTO LE HERO: un eroe di fine millennio.

Regia di Jaco Van Dormael, Belgio, 1991, 1 h, 30'.

 

Si può vivere per tutta la vita nei panni di un altro? Thomas ne é convinto. Pensa di essere stato scambiato, subito dopo la nascita, con Alfred, il suo vicino di casa nel corso di un violento incendio nella clinica. Così ha vissuto in una famiglia più povera, abitando per di più proprio di fronte ad Alfred e seguendo con rancore tutti gli aspetti più positivi e più ricchi della sua vita. Adesso, siamo nel 2027, vive in un ospizio per vecchi, forse una specie di ospedale psichiatrico, ma non ha ancora abbandonato il sogno di riuscire a riprendersi il nome e i panni che gli spettano. Fugge dall'ospizio e va a sostituirsi ad Alfred, appena in tempo per essere ucciso al suo posto.

La storia é semplice , forse anche banale e non si riuscirà mai a capire se si tratta di un delirio o di una realtà. Ma è molto interessante il modo in cui il regista mescolando continuamente realtà, fantasia e ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza di Thomas riesce a darci, tra l'altro in un linguaggio cinematografico bellissimo, lo spaccato di una vita intera. Vediamo Thomas crescere in una famiglia modesta, piccolo borghese, perdere il padre pilota in un incidente aereo, affrontare i problemi della crescita da orfano insieme con la sorella e con il fratello handicappato, sempre confrontandosi con il ricco Alfred, al quale la vita sembra aver spianato la strada. Anche quando ,da adolescente ,Thomas sembra finalmente aver trovato in Evelyne l'amore, non può avere la felicità, perchè scopre che si tratta della moglie di Alfred. Non gli resta che impazzire e sparire dalla vita per un lungo tempo. Il racconto della trama potrebbe far pensare ad un film cupo, realista a sfondo sociale. Non é così. Il film é condotto con mano leggera, con umorismo, con ironia e sconfina a tratti addirittura nel musical, senza perdere però di vista l'indagine psicologica approfondita dei personaggi, spesso affidata a piccoli brani di grande cinema.

Per un terapista familiare sono soprattutto interessanti la semplicità di alcune immagini infantili come quella di Totò che dice del padre che va al lavoro "la mattina papà va dietro la porta e ci resta fino alla sera, qualche volta ho aperto la porta ma lui non c'era....". Molto interessante risulta anche il rapporto di Totò con la sorella, che influenzerà anche le sue scelte amorose da adulto. Totò é innamorato di lei e certo non può sopportare che anche Alfred lo sia. Più in là negli anni quando incontra Evelyne se ne innamora proprio per la somiglianza con la sorella. Ma proprio per questo anche Alfred se ne era innamorato e l'aveva sposata, solo così possiamo capire perchè scoprendolo Thomas non possa sopportare l'idea di continuare l'amore con Evelyne e possa solo fuggire nella pazzia.

Ma l'interesse principale di questo film per me consiste, ancor una volta, nella capacità di fornire più letture della stessa realtà. Non c'è niente di nuovo sotto il sole, e , dopo Pirandello, é difficile scrivere novità sull'argomento. Tuttavia questo tema sembra essere diventato di nuovo attuale nel cinema, come dimostrano film completamente diversi tra di loro come "Barton Fink" dei fratelli Coen o "Basic Insinct" di Paul Verhoeven.

Certo è difficile pensare che viviamo una realtà oggettiva dopo aver visto questo film. Toto' vive solo per riavere la sua vita persa nello scambio in clinica e Alfred forse non ha mai vissuto la sua vita! E tuttavia le prime parole di Totò nel film sono: " Niente. In tutta la vita non mi è successo niente", e le ultime : "Tutto qui ?".

 

 

FRATELLI E SORELLE di Pupi Avati - Italia 1992 - 1h e 46'.

Regia di Pupi Avati

 

Diciamo subito che non si tratta di un film completamente riuscito, certamente non il migliore di Pupi Avati. Tuttavia mi piace segnalarlo ai nostri lettori perché presenta alcuni brani di grande interesse per chi voglia utilizzare un supporto cinematografico per l'insegnamento della terapia familiare. Torneremo su questo tema dell'utilizzo dei films per la formazione in un prossimo articolo. Nel frattempo segnaliamo come la storia di Francesco, figlio minore di Gloria, sia uno dei migliori esempi di come si costruisce una triangolazione perversa e di conseguenza una psicosi adolescenziale. Gloria ha scoperto ,dopo 22 anni di matrimonio, di essere tradita dal marito. Incapace di affrontare direttamente il problema fugge con i figli Matteo e Francesco negli Stati Uniti dalla sorella. Qui Matteo sembra in grado di confrontarsi con il nuovo ambiente e di adattarsi ad esso, Francesco, invece, ha lasciato a Roma una parte di sè legata al padre, con il quale ha lunghe conversazioni telefoniche segrete. In esse il padre manipola Francesco spingendolo a legarsi sempre di più alla madre per riempire il vuoto emotivo, causato dalla rottura del matrimonio, e per controllare l'equilibrio familiare. Francesco non si sente libero ,perciò, di creare insieme al fratello nuovi legami con l'ambiente, ed utilizza sempre di più le sue capacità per chiudersi, per disadattarsi, per restare in casa a disposizone del padre e della madre. Lo lasciamo alla fine del film ad un passo dalla follia. Ma durante tutto il film diversi momenti sottolineano l'aggravarsi della sua posizione emotiva, in particolare i suoi racconti di delitti efferati, letti nella cronana nera dei giornali, compiuti da qualcuno nei confronti di un numero di parenti sempre più numerosi "ha sentito di quel tizio che prima ha ammazzato la moglie e la suocera poi é andato a trovare lo zio ed ha sparato a lui ed ai cugini....?" Il film é interessante anche per il ritratto di tre coppie di fratelli e sorelle: Gloria e la sorella Lea, Matteo e Francesco, e le due figlie del nuovo marito di Lea. La difficoltà di vivere nella realtà é il tema centrale di questo film, solo Francesco, é vero, sembra avvicinarsi davvero alla follia, ma quanto sono normali gli altri? Gloria che non riesce ad accettare di piacere ad altri uomini, sua sorella Lea che non riesce ad avere più rapporti con il marito, le due sorelle americane, di cui la prima vive -quasi in un delirio- la vita di una famosa protagonista di una "Soap Opera" di cui é la sosia, ripetendone le battute e cercando di compensare così lo squallore della sua realtà di infermiera insoddisfatta mentre la seconda non riesce a risolvere la sua triste storia con un uomo sposato.

Da questo punto di vista il film sebbene lento e non del tutto riuscito resta comunque un buon esempio di come si costruiscono e si mantengono nel tempo nevrosi quotidiane fondate sulle relazioni familiari ed ambientali.

 

Rodolfo de Bernart

Direttore Istituto di Terapia Familiare di Firenze



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