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La Libreria propone sul tema

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Steps to an Ecology of Mind
by Gregory Bateson

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per : CONNESSIONI, N.1

 

"IMMAGINI"

 

" Fino alla fine del mondo "

di Wim Wenders, 1991.

 

Ho scelto proprio questo film per inaugurare la rubrica di critica cinematografica per Connessioni perchè il tema principale che esso tratta è il rapporto fra parola ed immagine.

In realtà ci troviamo di fronte a due film legati insieme (il tutto , infatti , dura quasi tre ore).

Il primo dei due film é un "road -movie " tradizionale, e ricorda perciò altri film di Wenders, sopratutto "Alice nelle città", o i romanzi di Kerouack. Come in questi la metafora espressa é quella della vita in movimento , dell'agire che prevale sul riflettere, in altre parole della nevrosi della nostra epoca.

Claire, una giovane francese, è in fuga da se stessa e da una situazione sentimentale deludente . Nel corso della sua fuga si sposta da Venezia alla Riviera ed alla Francia ed ha un incidente con un'altra auto. Qui il filone "nero" si introduce nel film , senza troppa convinzione. I due passeggeri dell'auto sono , in realtà , due rapinatori che concordano con Claire il trasporto al di là del confine di una borsa piena di soldi , frutto di una rapina. Dal meccanico che le ripara l'auto, infine , Claire incontra Trevor, a cui qualcuno sta dando la caccia e gli dà un passaggio . Arrivati a Parigi i due si salutano , ma Trevor ha rubato i soldi di Claire. Dopo averne parlato con Eugene , suo ex amante , scrittore, Claire decide di ritrovare Trevor, non solo per i soldi , ma per la forte attrazione che egli ha suscitato in lei. Con un videofono si mette in contatto con un 'agenzia specializzata nel ritrovamento di persone scomparse , scopre che si trova a Berlino e parte all'inseguimento.

Lo trova, poi lo perde ancora . Incarica un investigatore di scoprire perché Trevor é braccato e lo insegue a Lisbona. L'inseguimento continua per diverse città del mondo : Lisbona, Mosca, Pechino , Tokio, attraversando un mondo che appare sempre più uguale , un mondo nel quale la vita è rappresentata dai televisori sempre accesi.

Attraverso un computer Claire riesce a conoscere di più Trevor e scopre che il suo nome vero é Sam Farber, ricercato dal governo americano per furto di segreti di stato.

A Tokio Sam/Trevor , raggiunto da Claire, sempre più innamorata, chiede il suo aiuto. I suoi occhi non funzionano più , ha bisogno di cure. I due scappano in un villaggio sperduto e alloggiano in una pensione tradizionale giapponese , un'oasi di pace in quel mondo digitale. Il padrone della pensione è un vecchio, che riesce a curare Sam con erbe ed altri prodotti naturali. Sam rivela a Claire il vero motivo della sua fuga: suo padre Henry ha inventato una telecamera particolare , in grado di registrare biochimicamente le immagini, attraverso gli occhi dell'operatore, e di trasmetterle nella mente dei ciechi , così che possano vedere. Il governo americano la voleva , ma il padre non era convinto dell'uso che ne avrebbe fatto ed è fuggito in Australia, con la madre di Sam, Edith , cieca dall'età di 8 anni. Per questo Sam sta girando il mondo, per registrare immagini da donare alla madre cieca al suo ritorno "Voglio che mia madre veda, e che mio padre sappia che lo amo", dice Sam, "La macchina registra ciò che vedo ma anche le emozioni del cervello davanti a ciò che vedo". A Los Angeles i due fanno un'ultima registrazione con la sorella e la nipote di Sam , poi tornano in Australia. Sono naturalmente ancora braccati dagli agenti americani e continuano ad incontrarli e sfuggirli. Siamo nel 1999 l 'anno in cui (come apprendiamo all'inizio del film) il satellite nucleare Indiano impazzì. Il governo USA decide allora di distruggere il satellite provocando un'esplosione nucleare che blocca tutti i congegni elettronici in tutto il mondo. Siamo alla fine del mondo ? Non è possibile neppure avere certezza di questo perché radio , telefoni , computers etc. si sono tutti bloccati. Anche Eugene, che li ha seguiti fino a lì e che sta scrivendo un romanzo lo vede scomparire dal suo computer e ne inizia un altro sulla storia di Claire e Sam.

Qui finisce praticamente il primo film , che occupa circa due terzi dell'opera. Denso di citazioni, a volte anche troppo chiare di generi letterari e cinematografici , come piace a Wenders e a chi lo ama. Si va dall' avventura al poliziesco, dall'ecologico al fantascientifico, con un effetto di sommazione ed abbondanza che , come sempre, alcuni ameranno molto ed altri non sopporteranno affatto. L'immagine del mondo proposto da Wenders é fino a qui molto simile a quella del bellissimo "Cult movie" del genere : "Blade Runners". Ci sono tutti i temi di moda : il deterioramento dell'ambiente nella città futura, la natura che cura i danni della civiltà, l'immagine che sopprime la parola e rende la com unicazione superficiale e difficile ,lo Stato cattivo che usa la scienza contro l'uomo, etc.

Ma proprio il fatto che il film non finisca qui è il colpo di genio di Wenders. Proprio , quando , in fondo, lo spettatore , anche un pò stanco, pensa che con l'incontro con i genitori di Sam il film termini , inizia invece il "secondo" film.

Ed é un film tutto costruito con splendide immagini video ad alta definizione, frutto di una collaborazione con la Sony e la NHK.

Le immagini raccolte da Sam ed anche in parte da Claire devono essere , adesso , trasmesse alla madre cieca. Ma non é così semplice. Le immagini sono state registrate insieme con le emozioni ed il computer non riesce a distinguere. E' necessario un lavoro di decodificazione che depuri le immagini dalle emozioni. "Concentrati , svuota la tua mente, non pensare" grida Henry al figlio. Inutilmente : Sam , troppo stanco non riesce a controllare le propri emozioni. Ci riuscirà , invece, Claire, con le immagini da lei raccolte. In questa parte della storia risultano interessanti per i terapisti familiari le difficili dinamiche della famiglia Farber. Padre e figlio non riescono a collaborare per aiutare la madre ; e le immagini del mondo non possono essere trasmesse direttamente dal figlio alla madre. Solo un'estranea può guardare una realtà emotiva familiare con sufficiente distacco da riuscire a trasmetterla. Mi sembra inoltre un'interessante metafora della terapia anche la difficoltà a separare le immagini dalle emozioni. Solo chi le ha viste può riconoscere le proprie emozioni e separarle dalle immagini . Ne risultano comunque visioni non reali , ma suggestive e affascinanti. Tanto che nel successivo esperimento il dottor Farber cerca di registrare i propri sogni e poi quelli di Claire e di Sam. Ma il potersi rivedere nei propri sogni è molto pericoloso e diviene una specie di droga per i tre, che iniziano a guardare ripetitivamente le proprie immagini sogniate. Anche questa idea dell 'immagine e del sogno come droga non è completamente nuova , ma è elaborata splendidamente da Wenders. Da questa dipendenza i tre usciranno in modo diverso. Henry , catturato dalla CIA, morirà , Sam si farà aiutare dagli anziani aborigeni attraverso un rito(un ritorno alla natura ?) ed infine Claire ne uscirà nel modo più suggestivo per noi terapisti. Leggerà il romanzo scritto da Eugene sulla loro storia e riscoprirà il fascino della parola e del racconto, liberandosi della crisi di astinenza causatale dall'impossibilità di ottenere immagini dal televisore spento per sempre per mancanza di batterie. La metafora della "narrazione terapeutica" mi sembra evidente e centratissima.

Un film sull'immagine , dunque , sulla sua bellezza , sul suo fascino e sui suoi pericoli ! Ma anche un film sul narrare , sul piacere di narrare con immagini e con parole, sulla riscoperta dell' integrazione fra parola ed immagine vista come una scelta naturale , contrapposta all'aridità della sola immagine legata all'uso tecnologico che spesso ne facciamo.

Ci sono abbastanza spunti su cui riflettere e non solo per i terapisti familiari , dato che viviamo in un mondo in cui i nostri figli crescono sempre più educati dall'immagine e lontano dal conforto "narrativo" delle fiabe.

 

Rodolfo de Bernart

Istituto di Terapia Familiare di Firenze.

 



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